Narrativa

Molto rumore per Peter

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Uno strafottente dal cuore d’oro

Nel 1909 venne pubblicato “Molto rumore per Peter” di Jean Webster. Ambientata da qualche parte lungo la east coast degli Stati Uniti d’America, questa storia è raccontata da un punto di vista insolito in letteratura ossia quello di un membro maschile della servitù.

Le vicende si svolgono nella tenuta di Willowbrook, una grande casa circondata da ettari di terreno dalla quale si scorge in lontananza il luccichio della baia sottostante. I proprietari, la famiglia Carter, conducono una vita agiata all’insegna di ricevimenti, partite di tennis, polo e golf, picnic sulla spiaggia e gite in barca.

Ben altre sono invece le faccende che occupano le giornate di Peter Malone lo stalliere irlandese protagonista del romanzo. Peter è un uomo intelligente che lavora sodo e rispetta le gerarchie. Nasconde, tuttavia, un animo attaccabrighe che non disdegna di risolvere le questioni con una bella scazzottata. O, ancora, una parte strafottente che se la ride sotto i baffi delle richieste bizzarre e dei “problemi” dei padroni della tenuta.

Sul viso di Peter si irradiò un sorriso fugace. Lo colpì, per la centesima volta, che nella famiglia Carter c’era una singolare assenza di senso dell’umorismo.

Nonostante i capricci dei Carter, Peter vi è molto affezionato poiché lavora a Willowbrook ormai da tanti anni. Essendo degno di stima e fiducia da parte loro, si ritrova spesso a svolgere compiti delicati che esulano dalle proprie mansioni. Per fortuna, però, tra i membri della servitù c’è un clima molto affiatato e tutti si danno una mano a vicenda quando ce n’è bisogno.

Un giorno, questa quotidianità piuttosto tranquilla e routinaria viene scossa da un nuovo arrivo. Peter deve andare a prendere alla stazione una nuova cameriera che sostituirà quella precedente, licenziata per aver creato scompiglio tra gli uomini della tenuta. Quando il giovane vede per la prima volta Annie O’Reilly, appena scesa dal treno, ne resta folgorato. La ragazza, che condivide le sue origini irlandesi, è una bellezza dolce e mite ma dotata anche di un bel caratterino.

Peter pensava tra sé e sé a una frase per cominciare la conversazione, e non c’era niente di divertente in quella situazione; ma alla ragazza, il cui senso dell’umorismo irlandese era sviluppato in modo eccessivo, sembrò molto divertente pensare di viaggiare da sola, nonostante accanto avesse uno stalliere vivo e vegeto, con tanto di cappello a cilindro e stivali luccicanti, che arrossiva quando lo guardava.

L’arrivo di Annie a Willowbrook scombussola il tran tran quotidiano di Peter che non fa che pensare a lei e a come conquistarla. A distoglierlo da tali pensieri romantici sarà un gruppo di monelli affidato al suo sguardo vigile. Esso è composto dal signorino Bobby, il figlio minore dei Carter, e i suoi amici i quali non fanno che creare trambusto. I loro giochi cominciano con un intento piuttosto innocuo e finiscono sempre in situazioni degne di una bella punizione o che, addirittura, sfiorano la tragedia.

“La prossima volta che li aiuterò con le loro innocenti distrazioni, mi farò fare un’assicurazione sulla vita.”

Ma Peter in fondo ha un cuore molto tenero e non vuole frenare i ragazzini nei loro divertimenti. Guarda al loro spirito “selvaggio” come a quello dei cavalli di cui si occupa e che spesso non ne vogliono sapere di essere domati. Incaricato, quindi, di vigliare su questi “maledetti piccoli diavoli” si ritrova a cercare di coprirli nelle loro bravate. Questo succede anche perché Peter è guidato da un affetto paterno e incondizionato per il piccolo Bobby, che ha visto crescere sin da bambino.

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Credits: Foto di Unsplash/The New York Public Library

Intanto, nella dimora confinante di Jasper Place, viene assunto un nuovo giardiniere che viene dall’Italia. Vittorio è un omone pacifico, amante delle piante e dei fiori, il quale è sempre di buon umore e fischietta e canticchia tutto il giorno. Peter non aspetta neanche di conoscerlo e lo prende subito in antipatia.

Avendo molte difficoltà con l’inglese, Vittorio chiede ad Annie di aiutarlo insegnandogli delle parole. Questa mossa scatena ovviamente la gelosia di Peter facendo venir fuori il suo temperamento attaccabrighe. Ma il ragazzo sta cercando di cambiare e ha già promesso ad Annie di non fare a botte e di non toccare più la bottiglia. Per riuscire a trascinare Vittorio in un confronto dovrà inventarsi qualcosa di astuto.

Jean Webster ha costruito il microcosmo di Willowbrook con grande maestria, facendo affezionare il lettore ai suoi protagonisti e alle loro vicende. I capitoli che compongono il romanzo furono inizialmente pensati come dei racconti che apparvero all’epoca su note riviste. Visto il loro successo venne poi proposto all’autrice di farne un unico romanzo.

Questa scrittrice statunitense è sicuramente nota ai più per il famoso libro “Papà Gambalunga”. Spesso quando si viene etichettati come scrittori per ragazzi può essere difficile raggiungere il pubblico adulto. Ammetto che inizialmente anch’io ero restia ad intraprendere questa lettura poiché temevo fosse troppo semplice. Ma ho dovuto ricredermi perché questo libro, scritto più di cent’anni fa, è un piccolo gioiello di ironia, arguzia e delicatezza.

Nella sua breve vita la Webster ebbe il tempo di scrivere solo otto romanzi, di cui questo è sicuramente il meno conosciuto in Italia perché mai tradotto prima. Sono molto felice, quindi, di aver scoperto questa scrittrice attraverso una sua “opera secondaria”. In questo libro troviamo il ritratto di una società carica di valori che oggi si sono in parte persi e di buone intenzioni che scaldano il cuore. Leggere le sue storie lascia un senso di nostalgia per un mondo che non esiste più.

Il suo protagonista è altrettanto indimenticabile. Peter è un uomo dal carattere complesso e ricco di sfaccettature in quanto ubbidiente ma anche strafottente, rissoso ma dotato di sangue freddo, severo ma dal cuore grande. La sua è una saggezza semplice e concreta che proviene dalle esperienze di vita. La tenera storia d’amore con Annie, che oscilla tra momenti di delicato pudore e altri di ostinato orgoglio, si snoda a suon di malintesi ma raggiunge con poesia il lieto fine.

Insomma, le giornate di Peter sono tutt’altro che sonnacchiose perché c’è sempre qualcosa da fare o qualcuno da accontentare. Lui è il tuttofare che tutti vorrebbero perché sa compiacere i suoi signori e all’occorrenza li trae anche d’impiccio, è affidabile, generoso e sveglio. Nonostante ciò, ogni tanto manderebbe volentieri al diavolo tutti quanti coi loro problemi, guai e richieste che creano decisamente “Molto rumore per Peter“.

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