Narrativa

Fragole selvatiche

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Una commedia brillante

Fragole selvatiche” è una commedia romantica che si svolge nella campagna inglese degli anni Venti. Protagonista di questa storia è la famiglia Leslie, propietaria della tenuta di Rushwater.

Matriarca alquanto inusuale della famiglia Leslie è lady Emily, il personaggio indiscutibilmente più comico del romanzo. Lady Emily tiene molto a gestire l’organizzazione di ogni minimo evento cui prenda parte la sua famiglia e la comunità, ma di fatto riesce sempre a generare caos e disagio. Con tenace insistenza s’impiccia di ogni cosa e, se la servitù e i comitati organizzativi non la conoscessero ormai come le proprie tasche, i suoi continui ordini contraddittori manderebbero all’aria qualunque piano.

“Eccomi qui venuta a disturbare tutti quanti,” diceva, sorridendo in modo incantevole, mentre si liberava delle sciarpe, e prendeva la sedia dalla quale si era alzato il signor Macpherson, presidente del comitato.

Dopo essersi informata sulle condizioni di salute di tutti i mariti e figli, con variazioni sul tema della sua, di famiglia, lady Emily chiedeva che cosa stessero organizzando, ammirava i progetti, suggeriva modifiche impossibili o qualcosa di completamente diverso, e dopo aver ritardato i lavori per quasi un’ora, se ne andava.

Il marito di lady Emily incarna l’unica controparte possibile al fianco di una donna del genere. Egli è, infatti, il tipo di uomo che si guarda bene dall’interferire con le decisioni della moglie in merito alla gestione della casa, della famiglia e degli eventi sociali. Se ne sta quindi in disparte e, a giudicare dal tono dei suoi pochi interventi disseminati lungo la narrazione, è decisamente meglio così.

Questa coppia pittoresca ha avuto quattro figli. Del maggiore sappiamo che è morto in Francia, durante la Grande Guerra. L’unica femmina tra i quattro, Agnes, sposata ad un colonnello sempre in giro per il mondo, è una donna quieta, di una bellezza pacifica e sonnolenta. La sua vita a Rushwater è interamente dedita ai tre figli piccoli. Nella vivace Londra invece abitano gli altri due fratelli, John e David, che hanno caratteri opposti: tanto rispettoso e affidabile il primo quanto faccia tosta e superficiale il secondo.

David è il tipo che insegue tante idee e non ne concretizza nessuna. Dice che un giorno diventerà uno scrittore, di libri ma forse anche di cinema o teatro oppure, perché no, potrebbe anche lavorare in radio. Nel frattempo si gode la sua vita bohemienne. Il fratello è tutto l’opposto. Rimasto vedovo dell’amatissima moglie, John si concentra solo sul lavoro mettendo da parte gli svaghi e i sentimenti.

Poi un giorno arriva a Rushwater House la nipote di Agnes, Mary, invitata a passare l’estate. Come ogni ragazza giovane e single, Mary non si fa sfuggire l’occasione di guardarsi attorno. Poi si sa, l’estate è la stagione degli amori e, in ogni caso, è davvero difficile resistere all’affascinante e ironico David. Peccato che il giovanotto in questione alterni momenti di scanzonato charme ad altri di imperdonabile superficialità e mancanza di tatto, confondendo moltissimo i sentimenti di Mary nei suoi riguardi.

Contemporaneamente a Rushwater arriva in villeggiatura una famiglia francese molto variopinta e sopra le righe, i Boulle. Anche qui troviamo una matriarca che impera su tutti, un marito evanescente e tre figli dai temperamenti e sogni molto diversi tra loro. Vediamo le loro vicende attraverso Martin, unico figlio del maggiore dei fratelli Leslie, il quale viene mandato a casa Boulle, contro la sua volontà, ad imparare il francese.

Tra un noioso pomeriggio di studio e l’altro, Martin fa amicizia con i giovani francesi i quali lo rendono partecipe di un loro piano segreto. Il palcoscenico perfetto per la loro trovata sarà la festa dei diciassette anni di Martin che sarà piena di invitati e si terrà proprio in quei giorni.

Riusciranno i ragazzi a portare a termine il loro piano? E Mary riuscirà a capire se David, “angelico demonio“, è realmente interessato a lei? Alla fine, durante la festa, ogni cosa troverà il suo epilogo tra un ballo e l’altro.

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Credits: Foto di Unsplash / The New York Public Library

Pubblicato nel 1934 “Fragole selvatiche” è una commedia romantica egregiamente raccontata, piena di battute ironiche e divertenti. Angela Thirkell ci racconta la quotidianità della nobiltà e dell’alta borghesia inglesi, prendendole bonariamente in giro per la propria inutilità. Con la sua scrittura frizzante l’autrice inserisce anche , nel contesto di un romanzo assolutamente spensierato, frecciatine legate a tematiche sicuramente a lei care.

Non manca ad esempio lo scontro generazionale tra padri e figli, che tuttavia avviene a suon di battute pungenti più che di scontri veri e propri.

“Non capisco a che pro assumano tutte queste ragazze.” disse il signor Leslie. Portano via il lavoro agli uomini. Sono contento che tu non ci tenga a lavorare, Mary.”

“Temo di aver avuto anch’io un lavoro, per un po’,” disse Mary, “in una biblioteca.”

“Oh, libri, quello va bene. Non c’è niente di male, se una ragazza legge qualche libro. Io contesto solo tutta quell’istruzione. E’ ovunque la stessa storia. Un mucchio di giovani che vanno all’università e ne escono impreparati. Non sono neppure capaci di parlare inglese.”

Un altro tema caro a chiunque lavorasse nel settore della cultura, come la stessa Thirkell, era quello del potenziale insito nei mezzi di comunicazione di massa. Negli anni Venti l’ultimo arrivato era certamente la radio. Non era ancora stata inventata la televisione, quindi i programmi di informazione e approfondimento culturale erano tutti appannaggio della radio. Già allora tuttavia si avvertiva la necessità, talvolta mancata, di utilizzarla per produrre contenuti di qualità che potessero essere diffusi su larga scala.

“Volevo solo farti riflettere sul fatto che ci sono milioni di ascoltatori sparsi per l’Inghilterra. Naturalmente la stragrande maggioranza di loro accende la radio solo per avere compagnia mentre sferruzza o mentre legge il giornale, oppure per ballare; anche se ammetto che non ballerebbero ai versi di Milton.”

“No, David, sei molto ingiusto. Pensa all’importanza di portare della bellezza in tutte queste case, e anche saperi di altissimo livello, su semplice richiesta.”

Non potrei essere più d’accordo. La responsabilità di chi produce contenuti culturali dovrebbe essere anche questa: diffondere nel mondo la bellezza. Se poi lo si fa con un tocco di allegria e umorismo, ancora meglio.

Ciò che trovo irresistibile degli scrittori di questa generazione è proprio la freschezza della scrittura, la capacità di essere leggeri ma non vuoti di contenuti, l’intelligenza del sapersi prendere in giro e l’eleganza del loro umorismo. Spero che questo romanzo possa essere una piacevole scoperta anche per voi. Come se, durante una passeggiata in un bosco, scovaste inaspettatamente delle profumatissime “Fragole selvatiche“.

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