Narrativa

Il libro di Miss Buncle

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Un’insospettabile autrice

Il libro di Miss Buncle” di Dorothy E. Stevenson è una commedia, pubblicata per la prima volta nel 1934 dalla casa editrice di Herbert G. Jenkins.

La vicenda si svolge nell’immaginario villaggio di Rivargenton, nella campagna inglese degli anni Trenta. Barbara Buncle è una trentenne un po’ sciatta, dalla vita piuttosto monotona e noiosa, che vive in un cottage insieme alla sua governante. Un giorno, Barbara decide di scrivere un libro per rimpinguare le proprie finanze. Infatti, la rendita della quale ha sempre vissuto è ogni giorno più scarsa, a causa della crisi economica che in quegli anni stava investendo il mondo.

Rendendosi conto di non avere grande immaginazione, la donna decide di scrivere di ciò che conosce meglio: il villaggio in cui vive e i suoi abitanti. In provincia, dove si vive a stretto contatto gli uni con gli altri, spesso le persone nascondono piccoli e grandi segreti e, questo, è certamente quello che le rende accattivanti agli occhi di un’osservatrice attenta come Barbara. Terminato il manoscritto, la donna capisce che sarebbe alquanto pericoloso farlo pubblicare col proprio nome stampato in copertina. Per tutelarsi, decide perciò di utilizzare lo pseudonimo di John Smith.

Il libro di Barbara diventa inaspettatamente un best seller in tutta la nazione. Pian piano, grazie al passaparola, inizia a diffondersi anche nel villaggio in cui lei vive. Non ci vuole molto perché gli abitanti di Rivargenton, a cui capita tra le mani il libro, si accorgano con orrore che parla proprio di loro.

Se l’autore li conosce così intimamente vorrà dire che, dietro questo nome, si cela qualche abitante di Rivargenton. Eppure, in paese, tutti sanno che non esiste alcun John Smith. E’ così che nel villaggio vengono organizzati incontri, assemblee, si fanno congetture e si formulano accuse, ci si affida al minimo pettegolezzo pur di stanare l’infame scrittore.

Barbara vive nell’agitazione che possano smascherarla da un momento all’altro e per lei, a quel punto, la vita a Rivargenton diventerebbe un incubo. La donna tiene gli occhi e le orecchie ben aperti sull’evolversi dei sospetti, facendo in modo di sviare le accuse che ricadono sulle persone sbagliate.

Aveva vissuto così a lungo tra quelle persone e sopportato così tanti tè pomeridiani da essere ormai capace di dire la cosa giusta senza neanche doverci pensare su.

Il libro solleva un’ondata di rabbia in tutti quelli che, in paese, avevano qualcosa da nascondere. Ma non tutti a Rivargenton celano segreti imbarazzanti o inconfessabili. Alcuni di loro conducono solo una vita triste e, potrebbero cambiare radicalmente lo stato di cose, se solo avessero un po’ più di audacia. Barbara ha immaginato per ogni personaggio del suo libro, e quindi per ogni abitante del villaggio, il finale che secondo lei si merita.

“E’ una specie di…una specie di allegoria,” continuò Sally con solennità. “C’è questo orribile minunscolo villaggio, tutto preso dai fatti suoi e dalla sua importanza, tutto tronfio, compiaciuto, tradizionalista e soddisfatto di se stesso, e poi all’improvviso tutti aprono gli occhi, le catene si rompono e cominciano ad agire seguendo la loro vera natura. Non sono più falsi, sono autentici. E’ semplicemente fantastico,” disse Sally, voltando una faccia radiosa verso l’esterrefatta autrice.

Insomma, il libro si rivela un vero capolavoro di satira. Proprio per questo l’editore, soddisfatto delle ottime vendite, incoraggia Barbara a scriverne subito un altro che continui la storia. Sempre più assorta nel suo nuovo elettrizzante ruolo di scrittrice, Barbara ritroverà l’energia che solo l’entusiasmo e la creatività sanno infondere nell’animo umano e, non solo scriverà ancora di Rivargenton, ma troverà un brillante lieto fine anche per se stessa.

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Credits: Foto di Pexels/Suzy Hazelwood

Dorothy E. Stevenson ci fa entrare di soppiatto nelle vite e nelle vicende di un piccolo villaggio di campagna. Il romanzo che noi leggiamo segue lo stesso andamento della diffusione del libro di Barbara a Rivargenton: inizia in sordina e acquista man mano sempre più forza. La penna della Stevenson è ironica e arguta e dipinge dei personaggi che sono delle vere e proprie macchiette.

Barbara Buncle è, invece, una giovane donna molto dolce ed ingenua, inconsapevole delle proprie capacità e potenzialità. Riscoprirsi scrittrice di best seller le darà voglia di uscire dall’invisibilità nella quale si è confinata. A Rivargenton nessuno l’ha mai notata più di tanto, in quanto timida e trasandata e quindi poco interessante.

Questa sua condizione di anonimato che da un lato le consente di poter essere testimone insospettata di tutto ciò che accade nel villaggio, dall’altro non può che cominciare a starle stretta una volta conquistato il ruolo di autrice apprezzata. Avviene, così, gradualmente in Barbara un vero e proprio risveglio.

Ma non sarà l’unica a rimettere in moto la propria vita. Grazie al suo libro, gli abitanti di Rivargenton verranno scossi dal torpore delle loro vite, vissute nell’idea che le cose non possono andare diversamente da come è sempre stato. Qualcuno avrà finalmente il coraggio di andare via, altri di innamorarsi, per altri ancora si renderà necessario un cambio di rotta per non perdere la reputazione o le persone care. Dopo anni di immobilità avverranno dei cambiamenti che miglioreranno molte vite, compresa quella dell’autrice e, questo, grazie a “Il libro di Miss Buncle“.

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