Narrativa

Cluny Brown

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Una ragazza curiosa e libera

Il romanzo Cluny Brown è ambientato nell’Inghilterra della fine degli anni Trenta. La storia inizia in una domenica di febbraio a Londra. Il povero Arn Porritt, rispettabile idraulico, è talmente sconvolto dall’ultima bravata della nipote Cluny, di cui si prende cura dalla morte dei genitori, che sente il bisogno di parlarne con qualcuno.

Mentre vaga per i giardini di Kensington con la mente affollata di pensieri prende posto su una panchina e inizia a sfogarsi con la sconosciuta che gli siede accanto. Ciò che lo tormenta è che sua nipote Cluny non sembra proprio saper stare al suo posto.

“Ma quale sarebbe il posto di sua nipote?” chiese la signora con aria divertita.

Il signor Porritt giudicò la domanda straordinariamente stupida: bastava guardare lui, per capire quale fosse il posto di sua nipote. Ma aveva comunque pronta un’ottima risposta, una vera bomba, che era più che desideroso di far esplodere.

“Le dirò subito quale non è il suo posto: non è il Ritz.” disse il signor Porritt, che non poté fare a meno di stupirsi un’altra volta. Perché era questo che aveva fatto la giovane Cluny, uno o due giorni prima: era andata a prendere il tè al Ritz, tutta sola per vedere che roba era. Aveva speso parecchio, e nemmeno un panino con la pasta d’aringhe. Glielo aveva raccontato lei, senza fare mistero della sua follia, senza pensare, sembrava, di aver compiuto qualcosa di strano.

Davvero inaccettabile l’incidente al Ritz. Ma ancor più incredibile agli occhi dello zio è che Cluny venga spesso abbordata dai giovanotti nonostante sia, a detta sua, “insignificante come una scarpa” alta e bruttina com’è. La sua preoccupazione è dovuta proprio al fatto che Cluny sia così recalcitrante a vivere la vita che, secondo lui, le spetta.

Decide così di mandarla a servizio come domestica nella grande tenuta di Friars Carmel, nel Devonshire. Ovviamente Cluny preferirebbe poter restare nella vivace Londra invece di andare in campagna, ma non sarebbe da lei abbattersi: il cambio di scenario tutto sommato potrebbe riservare nuove avventure.

Non era rassegnata, perché non lo era mai, ma provava un qualche tipo di aspettativa. Perlomeno le stava succedendo qualcosa, ed era quello che Cluny aveva desiderato in modo costante per tutta la vita. Non essere ignorata dal destino, anche a costo di essere randellata;

Nel frattempo a Friars Carmel la vita sarebbe piuttosto monotona se non fosse per il giovane Andrew, erede della tenuta. Dopo aver studiato a Cambridge e aver viaggiato per l’Europa Andrew non si rassegna al fatto che i genitori sembrino negare che i tempi stiano cambiando e il loro modo di vivere appartenga ormai al passato.

La vita della vecchia nobiltà inglese fatta di grandi tenute, servitù numerosa e sonnacchiose giornate spese a far nulla e a parlare di nulla stava per volgere al termine. Presto la guerra avrebbe del tutto cancellato quel mondo ormai comunque lontano dagli sfarzi di inizio secolo.

La prima novità a Friars Carmel sarà introdotta proprio da Andrew, il quale invita un misterioso professore dell’Est Europa, Adam Belinski. Forse, come me, avrete poca simpatia di Belinski, il cinico, sgarbato e superbo professore che ha qualche segreto da nascondere.

L’arrivo di Cluny getterà poi ulteriore scompiglio nella tenuta. Questo perché Cluny è una ragazza spontanea, libera, che agisce secondo l’istinto del momento, quasi inconsapevole delle convenzioni sociali. La sua curiosità può essere attirata da qualunque cosa, persona o situazione e questo spiazza tutti, anche il lettore. Mi ha stupito, ad esempio, che potesse trovare interessante la vita piuttosto routinaria del triste e severo farmacista del villaggio, il signor Wilson.

Cluny guardò con serietà quel posto interessante, domandandosi come fosse stato il signor Wilson da piccolo. Non riusciva a immaginarlo scarmigliato e con le ginocchia nude; doveva essere sempre stato un ragazzino composto, con una precoce attitudine agli studi. Un bambino solido, come ora era un solido uomo. Cluny meditò su tanta solidità per alcuni minuti; la mancanza in lei di una simile qualità era stata così di frequente deprecata, dal signor Porritt e dai Trumper, da permetterle di capirne sempre l’importanza; ora, per la prima volta, capì che poteva anche essere attraente. Essere solidi significava anche essere sereni – non influenzati da passioni contrastanti, non distratti da sentieri secondari, indifferenti al mutare del mondo…

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Credits: Foto di Unsplash/The New York Public Library

Margery Sharp dipinge, con frizzante ironia, il ritratto di una donna inafferrabile che vive in una società ancorata alle proprie idee e convenzioni.

Cluny Brown e l’erede di Friars Carmel Andrew sono i due personaggi più giovani del libro. Incarnano appieno le due facce di una gioventù che vuole scrivere una nuova pagina di storia: da un lato l’irrequieto Andrew, che sente il cambio di rotta che sta investendo l’Europa e la società del suo tempo e vuol far parte di quel qualcosa più grande di lui; dall’altro Cluny che, con la sua quotidiana ricerca di novità e avventure, fa partire il cambiamento da se stessa.

Quando il lettore pensa che Cluny imboccherà una strada lei ne sceglierà un’altra. E questo non perché sia timorosa o abbia le idee poco chiare, ma perché vuol fare esperienza della vita e conoscere almeno un po’ tutto quello che le capita a tiro, mantenendo sempre uno sguardo innocente e curioso come quello di un bambino.

Cluny sceglie sempre seguendo i suoi desideri e il suo istinto e questa può essere una dote molto pericolosa, soprattutto in una donna. Sentirete anche voi, a un certo punto, le insistenti voci intorno a lei che sembrano continuamente rimproverarle: chi ti credi di essere, Cluny Brown?

Magari dopo aver letto il libro vi verrà voglia di guardare anche il film!

2 pensieri su “Cluny Brown”

  1. Laura dice:

    grazie, per la descrizione e le riflessioni…non è facile trattare questi temi con intelligenza e leggerezza. Viene proprio voglia di andare a comprare subito il libro

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