Fumetti

Un’estate fa

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Le vacanze avventurose dei sognatori

Un’estate fa” è un fumetto di Zidrou & Jordi Lafebre che racconta tre memorabili estati della famiglia belga Faldérault tra il ’62 e il ’73, ma in ordine cronologico inverso.

Il primo episodio si svolge quindi nell’estate del 1973. Pierre Faldérault, fumettista di professione, sta ancora terminando le ultime tavole da consegnare all’editore mentre sua moglie Madeleine e i loro quattro figli – Julie, Louis, Nicole e Paulette – lo aspettano già pronti a partire per le vacanze estive.

Dopo un tempo che ai bambini sembra infinito, Pierre dà ufficialmente inizio alle vacanze uscendo trionfalmente dal suo studio e giurando che non toccherà una matita per un mese intero. La famiglia parte quindi lasciandosi alle spalle il bigio e deprimente tempo belga. Così, a bordo della loro Renault 4 rossa, ribattezzata Mademoiselle Éstérel, fanno rotta verso sud.

Partono sempre all’avventura, fermandosi a fare campeggio nei posti più nascosti e selvaggi che incontrano lungo la strada, quindi lontano dai luoghi più turistici. Certo non manca qualche scomodità in più. Ma che goduria quel magnifico silenzio che permette di sentire i suoni della natura, guardare i piccoli fare il bagno, stare all’ombra di grandi alberi e col suono delle cicale in sottofondo.

Mentre i bambini si divertono un mondo, scopriamo che tra i genitori, Madeleine e Pierre, c’è tensione. Una momentanea crisi di coppia sembra essersi abbattuta su di loro, appesantendone il morale. E’ difficile essere due sognatori in un mondo che non premia granché questo tipo di spirito. Il lavoro artistico di Pierre è spesso poco valorizzato e malpagato. E, per Madeleine, quello che sembrava un lavoretto temporaneo è diventato un impiego fisso. Un lavoro noioso, che non le dà nessuna soddisfazione.

“Lo so, la vita è arrampicarsi in cima a un albero. Ci sono gli aghi, che pungono! Vorresti scendere, ma è impossibile. Allora continui ad arrampicarti. Ma più sali, più i rami sono piccoli e le vertigini aumentano. Perché hai paura di cadere, ovviamente! Molta gente ha così paura che si siede su un ramo e si ferma lì. Come vecchi gufi, che girano la testa facendo sempre la stessa domanda incomprensibile: <Hou? Hou? Hou?>. Ma non bisogna mai fermarsi! Bisogna continuare a salire! E lo sai perché?”

“N…no.”

“Perché da lassù la vista è così bella!”

Noi lettori, come anche i piccoli Faldérault, conosciamo Pierre e Madeleine da poco, non abbiamo una visione completa del loro vissuto insieme. I motivi del loro momento di crisi sono sparsi quà e là lungo la loro storia insieme e per scoprirli bisogna guardare indietro, a qualche estate prima. Quella del ’69, ad esempio, un momento di grazia per tutta la famiglia, perché le difficoltà non erano ancora arrivate.

La cosa buffa dei periodi positivi della vita è che quando arrivano non pensiamo mai che possano essere temporanei, che un giorno li ripenseremo pieni di nostalgia. Li viviamo e basta, divorandoli con semplicità e, forse, tutto sommato è meglio così.

Nell’ultimo episodio, nell’estate del ’62, troviamo la coppia ancora più giovane. Costretto a fare le vacanze coi suoceri, Pierre cerca in tutti i modi di rendere comunque memorabile la vacanza per la sua Madeleine. Ma lei è alquanto stressata dal dover partire coi propri genitori e con due bambini piccoli. Ci sono tante incomprensioni tra Madeleine e la madre e sono quelle tutto sommato tipiche tra genitori e figli. Quelle che creano distanza tra i componenti di una famiglia che nel profondo si vuole un gran bene.

Ed è proprio dall’affetto per le persone a noi care che traiamo l’energia per rimetterci in sesto da uno scossone. Sarà così anche per Pierre e Madeleine, che supereranno a testa alta e insieme il loro momento di difficoltà. Perché l’energia più grande dell’universo è l’amore.

Credits: Foto di Unsplash / The Nigmatic

Un’estate fa” è un fumetto carico di magia che alterna momenti di pura gioia a momenti di tenerezza. Lo sceneggiatore belga Zidrou e il disegnatore catalano Jordi Lafebre sono un duo creativo formidabile. Hanno creato una storia dalla potenza narrativa sorprendente, in grado di riportarci agli anni dorati dell’infanzia.

Vi ricorderete di quando le vacanze cominciavano di mattina presto, nella trepidazione generale. Mentre i genitori si occupano di tutto, di cosa portare e dove andare, ai bambini non resta che la meraviglia. Soprattutto i viaggi in macchina sono quelli che hanno di più il sapore dell’avventura. Si può guardare il cielo fuori dal finestrino, con un pò di musica nell’abitacolo, aspettando di vedere all’orizzonte i mitici autogrill dove fare sosta, sgranchirsi le gambe, prendere un panino e andare in bagno. Poi ci si rimette in viaggio, col sole ormai alto e caldo che riscalda il paesaggio. E’ bello andare in posti nuovi, sconosciuti, ma ancora più bello è tornare nei luoghi di vacanze precedenti dove si è stati felici.

Poi, un giorno, ci si mette in macchina per il viaggio di ritorno che, misteriosamente, è sempre più breve dell’andata. Se le vacanze sono state abbastanza lunghe si è contenti di tornare a casa, tra le proprie cose, che ora hanno una luce nuova e speciale. Ricordo distintamente che venivo colpita dall’odore di casa mia a rientro dalle vacanze perché non lo avevo sentito per un pò e non mi ero accorta di quanto mi mancasse. Quel profumo specifico che faceva solo lei in tutto il mondo.

“Allora, hijo mio, queste vacanze? ¡Cuentame!”

“Raccontarti? E che ti racconto, papà? La felicità non si racconta!”

Una volta immersi nella vita della famiglia Faldérault non li vorrete più lasciare. Chiuso il fumetto, che comunque è lungo circa 170 pagine, vi mancheranno già. La buona notizia è che quest’opera fa parte di una serie, già molto famosa all’estero. Suppongo quindi che a breve verranno pubblicate in Italia anche le altre avventure di questa splendida famiglia.

Grazie ai disegni luminosi e pieni di tenerezza di Jordi Lafebre ho ricordato le mie estati più belle. Quando si è adulti si viaggia di più, con itinerari accuratamente scelti ed elaborati, ma niente avrà il sapore di quelle vacanze dell’infanzia, che ora sembrano il ricordo di un sogno. Un sogno avvenuto “Un’estate fa“.

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