Narrativa

Un Natale esplosivo

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L’arte di tirarsi fuori dai guai

Un Natale esplosivo” e “Lo studio di Crabbe” sono le due short stories di Arthur Conan Doyle contenute in questa mini-raccolta. In realtà, più che il tema natalizio che fa da sfondo soltanto al primo racconto, il vero filo conduttore tra le due storie è il tono smaccatamente umoristico con il quale vengono raccontate e il fatto che entrambi i protagonisti siano uomini di scienza.

Il primo racconto si svolge durante una ventosa notte di Vigilia di Natale. Il dottor Otto von Spee è nel suo laboratorio a ripensare a come, a seguito del mancato decollo della sua carriera da medico, abbia trovato finalmente, dopo innumerevoli peripezie e rovesci di fortuna, un po’ di riconoscimenti come esperto di esplosivi.

Mentre sta collegando i fili di un congegno per effettuare uno dei suoi esperimenti, qualcuno bussa alla porta. Una misteriosa donna vestita di nero e col volto coperto da uno spesso velo dello stesso colore è lì per invocare il suo aiuto e lo trascinerà nella nottata più movimentata della sua vita.

Mi è spesso capitato di pensare come sia strano e curioso che i pericoli e i guai debbano perseguitare proprio quelli che per loro natura sarebbero inclini a condurre una vita tranquilla e senza incidenti.

Anche il protagonista del secondo racconto, il dottor Crabbe, è un medico la cui carriera stenta ad ingranare. Avendo da poco aperto il suo primo studio, il dottor Crabbe si scontra con la difficoltà di attirare pazienti. In molti, infatti, ormai per consuetudine, consultano sempre e solo i soliti medici più anziani.

“Sono tutti vecchi parrucconi e le cure che propongono sono antiquate come loro, indietro di almeno mezzo secolo!”

Vedendo il povero Crabbe sempre più avvilito e smagrito dallo stress, la moglie decide di chiedere aiuto ad un suo collega dei tempi dell’università. L’uomo, che capisce perfettamente la frustrazione del giovane medico, gli spiega che è necessaria un’azione audace ed eclatante che attiri l’attenzione su di lui e, così, propone a Crabbe di mettere in atto un piano alquanto azzardato.

“Ascolta, non avrai intenzione di lanciarti lì in mezzo e di cominciare a sparare, per dimostrare quanto io sia in gamba come medico, vero?”

“No, non proprio.”

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Credits: Foto di Unsplash/McGill Library

Un Natale esplosivo” è stato un piacevolissimo primo approccio con Arthur Conan Doyle, del quale non avevo mai letto nulla. Ignoravo del tutto la sua verve spiritosa, così come non sapevo fosse stato uno scrittore tanto eclettico da sperimentare molti generi letterari, dalla fantascienza all’horror, dal romanzo storico a quello di avventura. Il personaggio grazie al quale ebbe successo fu, tuttavia, quello dell’arguto Sherlock Holmes, il meno amato dall’autore.

Penso che il motivo per il quale questi due racconti umoristici risultano particolarmente riusciti è che l’elemento che li accomuna, ossia la difficoltà dei giovani dottori a farsi largo nella professione, è fortemente autobiografico. Il primo studio medico aperto da Conan Doyle fu infatti un fiasco, costringendolo, per tirare a campare, a pubblicare racconti.

Evidentemente non sarebbe stato nel suo stile scivere una tradizionale storia natalizia di quelle dolci e commoventi, che forniscono al lettore una morale sulla quale riflettere. I personaggi che popolano questo piccolo libriccino non sono animati né da buona fede né da sentimenti caritatevoli e farebbero, invece, qualunque cosa pur di raggiungere i loro scopi. Davvero qualunque cosa.

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