Narrativa

La regina Lucia

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Un’esuberante signora snob

La regina Lucia” è un romanzo umoristico pubblicato per la prima volta nel 1920. Si svolge in Inghilterra nell’immaginario villaggio elisabettiano di Riseholme, una metropoli di quattro case e una piazza principale. Sovrana assoluta della cittadina è Lucia – scritto proprio così, all’italiana – il cui vero nome in realtà è Emmeline Lucas.

A The Hurst, la sua raffinata tenuta, Lucia conversa in italiano, o tenta di farlo, con suo marito Pepino, Philip all’anagrafe. Evidentemente in quegli anni conoscere l’italiano era il vezzo più snob che si potesse vantare.

Mentre il marito dedica il suo tempo alla composizione di poemi – di dubbia validità artistica – Lucia gestisce la vita culturale di Riseholme che, senza di lei, sprofonderebbe negli abissi oscuri dell’ignoranza. Indaffaratissima, passa quindi le sue giornate tra letteratura, arte e musica classica per poter organizzare eventi culturali che possano stupire tutti e tenere alto l’onore di Riseholme.

Lucia era sempre molto occupata la mattina a lucidare la spada e lo scudo dell’arte, per presentarsi ogni giorno ai suoi sudditi in un’armatura lucente, e per mantenersi sempre un po’ più avanti di tutti loro per quello che riguardava la cultura, e perciò, di norma, non prendeva parte al parlamento della piazza.

Dopo uno sgradito viaggio a Londra, da lei considerata ricettacolo di gente pigra che passa le giornate a chiacchierare sulle panchine dei parchi, non fa in tempo a scendere dal treno che nota qualcosa di diverso nell’aria, un cambiamento avvenuto in sua assenza.

Ogni sovrano che si rispetti sa che è meglio non lasciare incustodito il trono perché ci sarà sempre qualcuno pronto ad approfittarne. La rivale di sempre Daisy Quantock, che è alla continua ricerca di nuove mode da seguire, sta infatti tentando un colpo gobbo alle sue spalle.

Si era lungamente chiesta perché la cara Lucia dovesse essere regina di Riseholme, e si era vista, attraverso una momentanea illuminazione, pronta e capacissima di esercitare la supremazia.

Tuttavia il primato di Lucia, consolidatosi in tanti anni di regno, non può essere certo spazzato via dal maldestro, per quanto audace, tentativo di Miss Quantock. Lucia vanta al suo fianco un devoto braccio destro, Georgie, il quale funge anche da informatore, mandato spesso in avanscoperta per Riseholme a stanare ogni eventuale “spirito bolscevico“. In realtà nessuno dei riseholmiti ha interesse ad opporsi a Lucia, la vita nella cittadina procede placidamente a suon di pettegolezzi ed eventi trascurabili che fanno notizia.

All’improvviso, però, arriva in villeggiatura la famosa soprano Olga Bracely. Donna dal talento indiscutibile, bella, generosa, spontanea, frizzante, diventa un imprevisto polo d’attrazione. Oltretutto Miss Bracely sta considerando l’idea di acquistare casa nella tranquilla Riseholme per avere un rifugio, lontano dal caos cittadino.

Voglio un delizioso buchetto in un angolo, un’oasi di tranquillità, dove non accade nulla e nessuno fa nulla. Vi ho osservato tutta la mattina, e le vostre abitudini sono adorabili. Qui non succede mai nulla, e sarà perfetto per me quando mi allontano dal lavoro.

Un colpo al cuore, per Lucia e Georgie, che qualcuno possa definire così la loro magnifica Riseholme. In qualche modo Miss Bracely diventa involontariamente la novità che attira tutti, dando feste divertenti e spensierate, con musica allegra e giochi. E seppur non sia neanche lontanamente nei progetti della soprano diventare regina di Riseholme, Lucia inizia a temere questa inaspettata rivale.

Una questione dopo l’altra prese forma distaccandosi dal cupo sfondo, e segnalando pericolo: improvvisamente tutto l’insieme fu in fiamme. E se Olga avesse preso il comando, non in questo o quel campo, ma avesse provato a farsi capo supremo dell’attività a Riseholme?

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Credits: Foto di Unsplash/McGill Library

Anche se non abbiamo vissuto nella campagna inglese degli anni Venti tutti noi abbiamo incontrato, almeno una volta nella vita, una Lucia. Questo è ciò che rende così divertente e in qualche modo immortale il personaggio creato da Edward Frederic Benson.

Qualcuno, cioé, che ha bisogno di sentirsi sempre una spanna sopra gli altri, che ama primeggiare e lo fa anche con finta noncuranza, quasi fosse nell’ordine naturale delle cose. Ma se all’orizzonte si presenta una minaccia, un rivale, tutto quell’aplomb va a farsi benedire ed è guerra aperta.

Anche di Georgie ne è pieno il mondo, i fidati satelliti che ruotano nell’orbita del pianeta più importante. Godono dei vantaggi della vicinanza, brillano della sua luce riflessa fino a che, alla prima occasione ghiotta, si lasciano attrarre dall’orbita di un pianeta ancora più splendente. Poi, ogni tanto, c’è anche un’Olga Bracely, a cui il potere non interessa affatto e che, ironicamente proprio per questo, emana un fascino irresistibile.

A dirla tutta quello di Lucia è un personaggio adorabile e mai detestabile. C’è una delicatezza nella penna di Benson che ci fa intuire il lato un po’ insicuro e infantile che si cela dietro la maschera. Non si può non provare tenerezza per le disgrazie sociali di Lucia, quando il cuore le accelera di preoccupazione alla vista di un garden party che non decolla come previsto.

In fondo essere la regina di Riseholme è ciò che le dà uno status, un’identità senza la quale probabilmente una donna ambiziosa come lei si sentirebbe morire. Fare la muffa nella periferia del mondo, dove non succede assolutamente niente.

Ma non ci dobbiamo illudere, Lucia è troppo fiera e snob per concederci di avere compassione di lei. Quando ci sembra di intravedere una crepa, lei rimette subito su la maschera, fa risuonare la sua risata argentina, ci guarda con aria di superiorità e trova il modo di cadere in piedi, come sempre. Non per niente lei è “La regina Lucia“.

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