Narrativa

Il picnic e altri guai

il-picnic-e-altri-guai

La famiglia Durrell colpisce ancora

Il picnic e altri guai” del naturalista Gerald Durrell è una raccolta di racconti semi-autobiografici, pubblicata per la prima volta nel 1979. Nei primi due racconti, a mio avviso i più esilaranti, ritroviamo la famiglia Durrell al completo in tutta la sua confusionaria gloria. Ma chi sono i Durrell?

Chi non avesse letto “La mia famiglia e altri animali“, né visto la serie televisiva che ne è stata tratta, deve sapere che i Durrell sono una variopinta famiglia inglese composta da Louise e i suoi quattro figli: Larry, il maggiore, seguito da Leslie, Margo e Gerald, detto Gerry.

Nell’agosto del 1935, in un noioso pomeriggio di opprimente pioggia inglese, Larry, allora ventitreenne, fa una proposta che rivoluzionerà le loro vite: accettare l’invito di certi suoi amici a lasciare l’Inghilterra alla volta della colorata e calda Corfù. La proposta viene inaspettatamente ben accolta da sua madre. E così la famiglia vende la casa in cui vive, a Bournemouth, impacchetta il necessario e parte alla volta dell’isola greca.

Rimarranno a Corfù solo fino al 1939 anno in cui, agitandosi venti di guerra, dovettero rientrare a malincuore in patria. “La mia famiglia e altri animali”, pubblicato nel ’56, narra proprio quegli spumeggianti e avventurosi anni in Grecia, raccontati con umorismo da Gerry.

Quest’ultimo, che all’epoca aveva appena dieci anni, mostrava già interesse per il mondo animale, ma sarà a Corfù e ad uno speciale mentore che incontrerà sull’isola che la sua passione prenderà forma e diventerà un vero e proprio progetto di vita: diventare un naturalista di professione. Il piccolo Gerry, che va spesso in avanscoperta per l’isola sperando di incontrare specie a lui ancora sconosciute, inizia a portare a casa animali di ogni sorta con l’intento di studiarli da vicino. Questo ovviamente genera non poco scompiglio in casa.

Il fratello Leslie, appassionato di caccia, va chiaramente tenuto lontano dalle povere bestie. Anche Margo, che ancora non sa bene cosa vuol fare nella vita ed è tutta presa da rimedi contro i brufoli, diete e giornali di moda, è un po’ infastidita dallo zoo del fratellino.

Larry, scrittore bohemien in erba, ha trovato finalmente in Corfù il paesaggio giusto che gli dia ispirazione e quindi vorrebbe un pò di silenzio per poter battere a macchina le sue opere letterarie. Ovviamente gli animali di Gerry esprimono la loro presenza ognuno col proprio rumoroso verso e il caos è assicurato. Alla baraonda in casa si aggiungono così anche le proteste a dir poco teatrali di Larry, a tutto quel pandemonio che impedisce la creazione dell’artista.

Come se non bastasse, la famiglia deve far fronte anche all’esilarante impatto col luogo. A Corfù ogni regola valida nella cara vecchia Inghilterra sembra essere sconosciuta. Lo stile di vita, le tradizioni e la mentalità degli abitanti dell’isola creano ai Durrell non pochi incidenti e situazioni comiche. Se quindi non avete ancora letto “La mia famiglia e altri animali” è l’occasione giusta per farlo!

Gli episodi narrati ne “Il picnic e altri guai” hanno luogo anni dopo gli eventi di Corfù e i ragazzi sono ormai grandi, ognuno con la propria vita. La famiglia però è riunita nei primi due divertenti episodi – Il picnic e Il viaggio inaugurale – nei quali ritroviamo intatte le loro esilaranti dinamiche familiari.

Larry, ormai scrittore affermato, vive in volontario esilio dalla patria da molti anni. Per rivedere dopo tanto tempo la famiglia è però costretto a rimettere piede nella mefitica “Isola del Pudding” come lui stesso definisce l’Inghilterra.

“Che paese infame” inveì Larry. “Solo un masochista purosangue ci può vivere con diletto. Qui è tutta una mortificazione della carne, dalla cucina alle norme per la patente, dal tempo alle donne.

Una delle caratteristiche che rendono Larry tanto comico e tanto caro ai lettori è che si lamenta in continuazione di qualunque cosa. Non c’è mai una situazione che gli vada a genio o che sia stata gestita come avrebbe fatto lui. É un adorabile e chiassoso piantagrane.

Mentre gli altri familiari cercano soluzioni e gli intimano di tacere, lui li osserva con un sorrisetto e senza muovere un dito. E se per disgrazia si prodiga nel trovare un’idea, se ne vanta poi per tutto il giorno.

“É solo che quando si è avvolti dalla stupidità universale, ogni decisione logica sembra un colpo di genio”.

Tornano anche le loro disavventure con il popolo greco. Ormai i Durrell conoscono “l’indole dei greci e la loro singolare attitudine a trasformare una situazione normalissima in qualcosa di così complicato da sconvolgere una mente anglosassone“. Perciò ormai vivono queste situazioni con una nuova e spensierata consapevolezza.

La regola fondamentale, in Grecia, è aspettarsi che tutto vada storto, e cercare di godersela storto o dritto che vada.

il-picnic-e-altri-guai-recensione
Credits: Foto di Unsplash/Brett Jordan

I due racconti centrali – Scuole di élite e Sesso a gogo – vedono invece l’autore come unico Durrell protagonista. Un Gerry ormai adulto, diventato naturalista, che non disdegna affatto la quiete e un po’ di solitudine e ama il buon cibo, il vino e i libri.

Questi tre ingredienti sono sparsi in tutti i racconti, dando l’idea che Gerry abbia un animo parecchio gaudente. Un tipo tranquillo e dallo sguardo sornione, che vorrebbe essere lasciato fuori da ogni grana.

Naturalmente gli capiterà di tutto: d’incontrare un’appiccicosa vecchia fidanzata, dal linguaggio incomprensibile, nel momento meno opportuno e di sconvolgere la tranquilla vita di un hotel a causa di un libro dal contenuto “piccante”.

I due racconti che chiudono la raccolta – L’uomo della Michelin e La via d’accesso – sono invece un curioso esperimento letterario. Entrambi non hanno proprio nulla di divertente e anzi sfociano il primo nel macabro e il secondo nel puro horror.

Io non sono un’amante dei racconti di paura, quindi non sono di certo esperta in materia. Tuttavia devo dire che ho trovato questi racconti magistralmente scritti. In entrambi i casi la storia spaventosa viene narrata a Gerry dal protagonista stesso il quale, lungi dal voler arrivare subito alla conclusione, si prende con calma tutto il tempo per narrare per bene la sua vicenda.

Capirete che questo non fa che accrescere la tensione del lettore sempre più a ogni pagina. Ma se non vi piace il genere potete sempre saltarli. La raccolta vale comunque la pena, anche solo per i primi quattro racconti che sono assolutamente comici.

La famiglia Durrell è una famiglia caotica, avventurosa e terribilmente esilarante. E ciò che la rende tale è che i suoi componenti sono incredibilmente mal assortiti e incompatibili tra loro eppure tanto uniti e complici.

Spero che anche voi vi innamoriate dei Durrell e che vi piaccia l’idea di passare del tempo con loro, aspettando che una banale giornata si trasformi inaspettatamente in un aneddoto divertente da poter raccontare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *